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S. Ermidoro, April 2019.



Georgia. Paese d'oro e di fede
Identità e alterità nella storia di un popolo

Marilyn Kelly-Buccellati
Firenze: Società Editrice Fiorentina, 2016.
Publisher's page
English abstract


     Questo volume è il catalogo di una mostra presentata a Rimini in occasione del "Meeting per l'Amicizia tra i Popoli" (19-25 agosto 2016).

     Pur se remoto e di difficile accesso, il territorio della Georgia, insediato nella seconda più alta catena montuosa d’Europa, fu uno dei primi ad aprirsi alla Cristianità, già nel IV secolo d.C. Questo diede origine a una stupefacente fioritura di arte e architettura.
La mostra ha presentato questa straordinaria ricchezza, mostrando nei dettagli l’unicità di questa tradizione. Nel suo relativo isolamento geografico, la Georgia riuscì a sviluppare una tematica e uno stile del tutto propri, con un sorprendente realismo che si contempera mirabilmente, sia negli affreschi che nelle icone, con la spiritualità ieratica dell’arte a noi nota soprattutto grazie al mondo bizantino.
La Georgia contemporanea attinge a questa lunga tradizione, divenendo così capace di ritrovare nuova vita nelle radici profonde della propria identità che neppure il periodo sovietico riuscì a estirpare.



     This volume is the catalogue of an exhibition presented in Rimini on the occasion of the "Meeting for Friendship among Peoples" (19-25 August 2016).

     Although remote and difficult to access, the Georgian territory , located in the European second highest mountain range, was one of the first to open to Christianity, already in the fourth century AD. This gave rise to an amazing flowering of art and architecture.
     The exhibition presented such extraordinary wealth, showing in detail the uniqueness of this tradition. In its relative geographical isolation, Georgia managed to develop themes and styles of its own, with a surprising realism that is admirably balanced, both in the frescoes and in the icons, with the hieratic spirituality of art known to us mainly thanks to the Byzantine world.
     Contemporary Georgia draws on this long tradition, thus becoming able to find new life in the deep roots of its identity that not even the Soviet period was able to eradicate.